
Ad esempio, uno dei settori più rischiosi in tal senso è quello dell'edilizia, legato a un flusso finanziario ben preciso e che banalmente possiamo descrivere così: meno erogazioni mutui, meno domanda case, meno costruzioni o cantieri fermi o con allungamenti dei tempi di consegna. Da uno studio dell'Osservatorio CRIBIS D&B si evince che le aziende edili presentano un livello di elevata rischiosità d'insolvenza decisamente superiore rispetto alla media delle imprese italiane, con varianza positiva di oltre il 2,67 %.
Lo studio, tra l'alttro, prende in esame alcune nicchie di mercato del settore edili ponendo particolare enfasi su :
- “Costruzioni di edifici” : rischiosità pari al 20,30%
- “Edilizia specializzata”: rischiosità pari al 22,77%
Le aziende dell'edilizia invece con una bassa rischiosità sono solamente l’1,22% del totale (Dato aggiornato a Dicembre 2011).
Se invece prendiamo come riferimento un orizzonte temporale più ampio (ultimi 4 anni) si evidenzia un trend negativo del comparto edilizio con mutamento decisamente più marcato e più rapido rispetto a quanto si sia verificato a livello di aggregato.
Le aziende del settore caratterizzate da alto rischio di insolvenza commerciale passano dall’8,98% di Dicembre 2008 al 13,60% di Dicembre 2011.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica del rischio edilizio, il Sud e Isole presentano il 20,34% di imprese con un alto livello di rischiosità.
Per ulteriori dettagli e apprfondimenti sullo studio, accedi al sito di Cribis











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