Su un web magazine rivolto alle tematiche aziendali come B2Corporate, non è difficile focalizzare il settore energia come un sottoinsieme dell’economia, con dinamiche a funzione e somiglianza di quest’ultima; in fin dei conti, per chi vede l’energia come una delle forniture in ingresso ai propri processi produttivi, questo è l’aspetto fondamentale, mentre gli aspetti tecnologici, ambientali e sociali sono come ingranaggi all’interno del meccanismo, non si pretende di sapere come è fatto il motore della propria auto per guidarla…un esempio convincente?


Proviamo a concentrarci sul grafico che segue in Figura 1, tratto da un report recentemente pubblicato dall’Acquirente Unico (Nota 1) :



Figura 1: Confronto  tasso variazione del PIL e domanda elettrica dal 1971 al 2010, (Acquirente Unico, ref.  - Nota 2)

In pratica il grafico riporta sullo stesso asse delle ordinate le variazioni % annue di PIL e domanda elettrica nazionale, con estensione agli ultimi 40 anni rappresentati in ascissa: è evidente una correlazione molto stretta  ( Nota 3).

Ne segue evidentemente che il trend della domanda elettrica per il prossimo triennio sarà ad immagine e somiglianza di quello previsto per il PIL:  invito all’ottimo documento di AU per approfondimenti ma,volendo sintetizzare, AU prende in visione il quadro economico, in rapporto al quale riferiscele  previsioni ufficiali di 7 fonti autorevoli (Nota 4) , stilate nel 2011; poi si rivolge allo scenario della domanda elettrica, con i risultati fondamentali di Tabella 1:


        Tabella 1: previsioni di domanda elettrica nazionale secondo Acquirente Unico.


Lasciando il report di AU, che prosegue focalizzandosi sul suo core business (cioè l’energia da garantire ai soggetti tutelati), il mio primo commento è che lo scenario, certamente non espansivo, si combina negativamente con l’usuale “premium price” sostenuto dalle imprese italiane sull’energia.

E mi riallaccio alla discussione roventein corso sulle incentivazioni al fotovoltaico:per chi nell’energia elettrica (Nota 5) ha  uno dei suoi costi di produzione principali,questi 5-6 miliardi di euro annui, dovuti ad una remunerazione del fotovoltaico totalmente sbilanciata,vengono ripartiti sulle bollette degli italiani, famiglie o imprese in modo insostenibile: volendo proprio garantire questa rendita, perlomeno  la si rimettesse sulla fiscalità generale.
La controparte non è meno agguerrita: continuerò questa disamina nella prossima parte.

Estor



Note:


Nota 1 - L’Acquirente Unico è una società per azioni del gruppo GSE, il cui compito è quello di garantire la fornitura di energia elettrica a quei soggetti che non ritengano di rivolgersi al mercato libero (e possano effettivamente evitarlo). In pratica, AU acquista energia elettrica per quella frazione delle famiglie e delle piccole imprese, che scelgonodi sottoporsi tuttora al cosiddetto “mercato tutelato”.
 
Nota 2 - AU: “Rapporto di previsione del mercato tutelato per gli anni 2012, 2013, 2014”. Il documento è pubblico e scaricabile dal sito dell’Acquirente Unico www.acquirenteunico.it

Nota 3 - Volendo approfondire, potreste divertirvi a estrarre le 40 coppie di Variazioni % e metterle su un diagramma con il delta % elettrico in ordinata, quello del PIL in ascissa: mi ricordo che qualche anno fa trovai una correlazione lineare piuttosto forte, in particolare con un offset (retta interpolante con intersezione sull’asse y) 1-2% sopra l’origine: non mi aspetto che il risultato cambi molto.

Nota 4 - Ministero Economia e Finanze; Fondo Monetario Internazionale; Centro Studi Confindustria; Banca d’Italia; Commissione Europea; OCSE; ConsensusEconomics.  è curioso che, di tutte, solo quella del MEF si spinga fino al 2014. Peraltro, la sua datazione al settembre 2011 la rende ormai abbastanza superata,nell’attuale dinamica degli eventi.
 
Nota 5 -L’ultimo articolo della serie di botta e risposta  su Quotidiano Energia è: “Oggi, quarto conto energia compatibile?”, Paolo Culicchi, presidente Assocarta. Da qui si può risalire all’indietro.