
1) Ciao Massimo, raccontaci la tua startup!
AdEspresso è un servizio web per la gestione e l’ottimizzazione delle campagne di Advertising Facebook. In poche parole, grazie ad AdEspresso, chiunque può creare e monitorare facilmente una pubblicità su Facebook testando varie creatività e target demografici per verificare, ad esempio, se l’annuncio interessa più agli uomini o alle donne, ai ragazzi o agli adulti, agli Italiani o agli Americani e via dicendo. AdEspresso effettua per l’utente tutti questi esperimenti e, in modo automatico, ottimizza la loro campagna pubblicitaria mostrando solo gli annunci migliori alle persone che risultano essere più interessate.
Questo tipo di analisi sono praticamente impossibili da fare usando direttamente gli strumenti di Facebook e possono portare enormi risparmi e miglioramenti del ritorno sull’investimento pubblicitario.
2) In una startup il team è un fattore chiave per il successo. E il vostro team da chi è composto?
Abbiamo un team incredibile composto da 5 persone. Io, Massimo Chieruzzi per tutto quello che è il lato commerciale e marketing; Carlo Forghieri e Valerio Morettini allo sviluppo della piattaforma; JesusPerez e Giancarlo Vinci si occupano infine del design e della User experience. Siamo un team molto rodato e lavoriamo insieme su grandi progetti da oltre 5 anni con clienti come eBay, Plasmon, Immobiliare.it e tanti altri.
3) Che cosa stai imparando da questa esperienza nel mondo delle startup? Quali difficoltà? Quali motivazioni?
Il nodo più complesso in questo momento di beta privata prima del rilascio dell’applicazione è sicuramente il bilanciamento delle risorse e delle tempistiche. Abbiamo in mente centinaia di cose da fare o migliorare. Il difficile è capire quando dire “Basta andiamo online così” e quando invece vale la pena di aspettare ancora un po’ per rilasciare un prodotto migliore. In questo frangente cerchiamo di ispirarci alla celebre frase di Reid Hoffman: “Se non ti vergogni della prima release del tuo prodotto, probabilmente l’hai rilasciato troppo tardi”. Noi già non ce ne vergogniamo quindi, probabilmente, avremmo dovuto rilasciarlo già da un po’!

4) A tuo giudizio, quali sono le caratteristiche vincenti che una startup deve avere?
Idea, esecuzione e Team. È fondamentale che a monte l’idea imprenditoriale sia buona, risponda a esigenze forti degli utenti,che sarebbero disposti a pagareper soddisfarle. In secondo luogo l’esecuzione. Il prodotto deve avere un livello qualitativo alto, soprattutto nella semplicità di utilizzo. Quando si parte è meglio avere poche funzionalità, ma molto semplici da utilizzare. Trovare il giusto mix è arduo ma fondamentale.
Infine il team che deve avere competenze ben bilanciate. Team solo tecnici o solo commerciali sono molto pericolosi. Un buon prodotto senza una buona comunicazione ha le stesse possibilità di fallire di un pessimo prodotto con un’ottima comunicazione.
Aggiungo che a mio avviso è cruciale ricordare che siamo in Italia, un paese dove di finanziatori ancora ce ne sono pochi e non troppo propensi al rischio. Bisogna trovare idee con un chiaro potenziale di ritorno economico nel breve-medio periodo. Le grandi idee ma senza un chiaro modello di business sono difficili da realizzare nel nostro paese.
5) Cosa stai apprendendo da questa esperienza di Wind Business Factor?
Tantissime cose. L’elemento fondamentale è stato probabilmente il dialogo a stretto contatto con così tante persone e startup brillanti che hanno background lontanidai nostri e ci hanno potuto offrire un punto di vista sul nostro prodotto molto diverso, aiutandoci a migliorare costantemente.
Wind Business Factor ci ha inoltre aperto una serie di contatti estremamente utili e arricchito la nostra esperienza con i consigli di un grande Mentor come Marco Magnocavallo e tanti webinar interessantissimi sugli argomenti più disparati.
6) Se potessi scegliere un fattore che potrebbe aiutare lo spirito imprenditoriale che oggi manca, quale ricetta indicheresti?
Difficile a dirsi, c’è così tanto lavoro da fare in Italia che trovare un singolo fattore è veramente difficile. Quello che mi aspetto possa arrivare prima, perché guidato principalmente dalla buona volontà dei privati, è la creazione di un ecosistema forte e coeso, simile a quello della Silicon Valley. In questa direzione a Milano si sta già facendo molto: eventi ad hoc, iniziative di networking, spazi di co-working e via dicendo stanno letteralmente sbocciando in quest’ultimo anno.
Per il resto la lista sarebbe lunghissima: tassazione sul personale, preparazione universitaria, certezza dei tempi di pagamento, semplificazione burocratica e via dicendo. Cose da fare ce ne sono tantissime, sono però convinto che, nonostante i tanti problemi, lavorando bene e onestamente, si possa avere successo anche in Italia, magari con un po’ di fatica in più … rimbocchiamoci le maniche e torniamo al lavoro !
Nel ringraziare Massimo Chieruzzi per l'intervista che ci ha gentilmente fornito, ricordiamo che c'è tempo fino al 24 Settembre per candidare la propria idea o impresa al 3° ed ultimo Girone della Competition.










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