Su quello che in Italia è di gran lunga il vettore energetico primario,  a seguito di orientamenti presi a partire perlomeno dagli anni Settanta del ventesimo secolo,  apro con un grafico, ricavato da elaborazioni di dati da: http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/consumigasannuali.asp.




Figura 1: ripartizione dei consumi di gas naturale in Italia nel 2009, per settori, miliardi di metri cubi.

Il gas naturale in Italia è il combustibile principale per la generazione elettrica, così come nei fabbisogni termici sia di tipo civile che industriale.  Il suo approvvigionamento di solito è abbastanza affidabile , facendo ricorso ad almeno 4 grosse vie e ad alcuni stoccaggi. Certo, il gestore della rete di trasporto nazionale è una consociata dello stesso gruppo dell’attore con posizione preponderante sul mercato; inoltre in caso di interruzione delle fonti di approvvigionamento da più parti, le soluzioni da vettori energetici alternativi sarebbero fortemente carenti. 

L’Italia d’altra parte consuma quasi un quinto dell’intera quota di gas consumata dall’EU e, nonostante la stessa Europa abbia, ai livelli nazionali, diverse reti ben sviluppate, molto ancora c’è da fare sulle interconnessioni tra le stesse.
Per quanto ci riguarda, le prossime azioni dovranno:

- aumentare l’effettivo livello di liberalizzazione del mercato;

- attenuare la dipendenza dai contratti di fornitura take or pay;

- aumentare la capacità di stoccaggio (mentre il programma dei rigassificatori continua a procedere a rilento);

- stabilire finalmente l’unbundling societario tra i soggetti incaricati della gestione di rete ed il principale soggetto sul mercato;

- sviluppare ulteriormente le piattaforme virtuali di scambio.

Tutti aspetti che hanno a che fare con i timori che l’ondata di gelo di questi giorni ci metta davanti alla scelta se stare al freddo o chiudere il volantino agli energivori che contrattualmente si sono dichiarati interrompibili. Confindustria suggerisce di grattare prima il fondo degli stoccaggi (cioè di andar sotto il livello strategico), ma si capisce che nemmeno loro sono troppo convinti. Vi rimando al grafico di figura 2, dove faccio notare la forte stagionalità di uno dei tre grossi settori di consumo del gas naturale: quello civile.



Figura 2: andamento stagionale per i settori di maggiore consumo (e per la loro somma) .


Notate (nel 2009) le medie in gennaio e dicembre sui 300 milioni di metri cubi/giorno, di cui quasi due terzi nel civile; in questi giorni abbiamo toccato i 450.

Ne parliamo nella seconda parte.

E.