Figura 1: il profilo di carico elettrico italiano nel terzo mercoledì di sei dei dodici mesi del 2010 (Terna, dati statistici: carichi orari).
Sicuramente questo richiamo ad una valutazione d’insieme di costi e benefici è corretta, specie in una situazione come quella italiana dove alcuni colli di bottiglia della rete dividono il mercato elettrico in alcune zone. Ed in alcune di queste a “chiudere” l’offerta sono impianti antiquati, che gli stessi colli di bottiglia riparano dalla concorrenza. Attualmente sono installati più 12000MW nominali di fotovoltaico; nelle ore di punta, in una giornata di buona insolazione, in una stagione in cui il sistema nazionale sta chiedendo più di 50000MW, anche scontando un’efficienza dell’intero parco non al 100% (insomma supponendo anche solo 7-8000MW disponibili da PV), l’effetto nell’abbassare il prezzo di equilibrio (che ricordo si forma all’incrocio tra domanda ed offerta) non può essere trascurato Nota (2).
Non posso però fare a meno di rilevare che lo stesso scopo potrebbe ottenersi mediante gli impianti di pompaggio, che ci sono ( e nel Sud potrebbero svilupparsi a partire da bacini idrici già esistenti) ma in questo momento non sono sfruttati secondo piena potenzialità.
Inoltre l’immagine che riporto in Figura 2 può ingenerare il sospetto lecito che il quadro incentivante abbia consentito anche ad impianti non propriamente competitivi (in questo caso come sito di installazione) di diventare economicamente giustificabili.
Figura 2: installazione fotovoltaica su sito dall'insolazione non propriamente competitiva (potenza di un incentivo robusto…).
Il terzo conto energia, dalla vita straordinariamente breve, mise in campo condizioni un po’ meno (ma sempre molto) vantaggiose. Alla fine si varò il Quarto Conto Energia, tuttora in corso; agli incentivi ridotti fece seguito una brusca riduzione dei costi dei pannelli (e degli inverter; e dell’impianto tutto), segno che prima un po’ troppo margine effettivamente ci doveva essere.
Il Quarto conto energia - Nota (3) - rende la vita un po’ più difficile ai cosiddetti grandi impianti (a parte qualche beneficio concesso alle Pubbliche Amministrazioni - Nota (4) ). Nel prossimo pezzo cercherò di inserire questo discorso nel piano che l’Italia si è data per raggiungere i suoi obiettivi al 2020 in materia 20-20-20.
Note
Nota (1): Mi rendo conto che questi sono aspetti specialistici, che richiederebbero qualche spiegazione. Mi riprometto di farlo in uno dei prossimi articoli. Nel frattempo qualche nota utile si trova su http://questionedienergia.wordpress.com/
Nota (2): In Italia il mercato non è di tipo “payasbid”, cioè percepisco secondo l’offerta fatta: l’impianto dal kWh “più caro” che è riuscito a vedersi l’offerta accettata, il cosiddetto impianto marginale, fa il prezzo per tutti. L’effetto del PV è quello, semplicemente offrendo la sua produzione senza fare il prezzo, di “buttare fuori” una quantità di offerte in alto pari alla sua produzione.
Nota (3):Decreto 5maggio 2011, “ Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.”
Nota (4): Secondo il Quarto Conto Energia, “piccoli impianti sono gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 1000 kW, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati, anche da terzi, su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto legislativo n. 165 del 2001 .










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