Ma come si può interpretare il vantaggio competitivo dal punto di vista numerico?

In genere il vantaggio competitivo è costituito dallo spread (parola molto nota in questo periodo di crisi economica) tra NOPAT e (WACC x CIN).
Dove:
NOPAT = Net Operating Profit After Taxes,
Wacc = Weighted Average Cost of Capital, costo medio ponderato del capitale (rappresenta il
rendimento minimo richiesto da azionisti e finanziatori);
CIN = capitale investito netto
Maggiore è il NOPAT maggiore è il vantaggio competitivo che si viene ad accumulare.
Questo spread da cosa può essere eroso? Normalmente i fattori che interferiscono a variazioni del differenziale possono essere sintetizzabili nei seguenti punti:
- Maggiore pressione della concorrenza (entrata di nuovi competitors sul mercato o maggiore aggressività di quelli esistenti
- Innovazione tecnologica e ritardo dell’azienda nell’adeguarsi
- Introduzione di prodotti sostitutivi
- Potere di acquisto crescente da parte sia degli utenti finali che da parte dei supplier.
- Carenza nell’attività di ricerca e sviluppo
- Obsolescenza dei processi organizzativi
- Entrata dei prodotti in una fase definita “fori moda”
- Passivismo verso il concetto di innovazione
Pertanto come evidenzia Renzo Rosin nel suo libro dal titolo “Business Planning, strategia e valutazione finanziaria – editore Hoepli: “il tempo del passaggio da una fase all’altra fase del ciclo dipende , dunque, oltre che dai ritmi che caratterizzano la dinamica, competitiva dell’impresa, anche dalla stabilità del vantaggio competitivo”.
Nella prossima parte dell'articolo analizzeremo le diverse fasi del ciclo di vita di un’impresa. Sarebbe bello da parte vostra qualche spunto per capire se il settore dei progetti web presenta cicli completamente diversi rispetto a quelli più tradizionali. Voi cosa ne pensate?











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