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| | ShareLa redazione di B2C continua nelle sue interviste orientate al mondo economico aziendale e non solo.
In questo nuovo appuntamento parliamo di Chiara’s Angels, il portale no profit online dall’ottobre 2005 e focalizzato sul tema della solidarietà femminile; uno spazio web dove le donne possono confrontarsi, scambiarsi informazioni, aiutarsi, come in un vero e proprio social network.
Il modello d’interazione e partecipazione può essere sintetizzato in tre momenti:
1. invio di informazioni e notizie.
2. invio di lettere ed esperienze personali.
3. iscrizione come Angel.
Una Angel è un’utente avanzata, che mette gratuitamente le sue competenze a disposizione di tutte le navigatrici, offrendo uno o più servizi ben precisi.
Il portale contiene diverse rubriche e sezioni ricche di argomenti e contenuti:
- la post@ di Angel: per mandare le proprie lettere, ed avere sempre una risposta.
- confront@ti: forum, chat, bacheca cerca amiche: la vera e propria community.
- lavor@ con noi: info utili e un forum di annunci per farsi strada nel mondo lavorativo.
- donn@ tech: per dimostrare che non è vero che la tecnologia è ‘roba da uomini’.
- bell@ fuori: (e sana dentro), per non trascurare il proprio benessere fisico e mentale.
- la tua cas@: per scambiare idee e consigli su casa, cucina, piante e animali.
- donna & mamm@: link utili per la salute e la tutela della mamma e del bambino.
- giov@ne dentro: uno spazio aperto a tutto ciò che può interessare le ‘nonne’…
- confess@ci: per scrivere ciò che si ha dentro, senza timori, per sentirsi meno sole.
- city @ngels: ‘dritte’ su hotel, agriturismi, beauty farm, offerte… purché ‘woman-friendly’.
- spazio @utrici: per pubblicare scritti ed informarsi su corsi, concorsi e testi per scrittori.
- speci@l guest: uno spazio per chi… vuole avere uno spazio su Chiara’s Angels.
Si parla anche molto di temi legati al lavoro, con informazioni, consigli, tools e offerte di impiego.
Uno spazio molto utile, in questo senso, è il forum Lavorando , dove si trova anche un elenco (in evoluzione) con i link alle pagine dei siti aziendali che offrono posizioni lavorative, in Italia (http://www.chiarasangels.net/lavorando/viewtopic.php?t=54) e all’estero (http://www.chiarasangels.net/lavorando/viewtopic.php?t=57).
Il sito offre anche una piccola guida sul Mobbing , argomento cui B2corporate ha già dedicato diversi articoli.
Gli utenti di Chiara’s Angels possono inoltre inviare, per la pubblicazione, le loro storie personali di Mobbing: http://www.chiarasangels.net/pagine/mobbing00.htm.
Dopo questa breve introduzione rivolgiamo qualche domanda a Chiara, ideatrice del sito www.chiarasangels.net
- Chi è Chiara?
Mi considero una giornalista e scrittrice con la passione dell'informatica, campo in cui sono autodidatta. Naturalmente ho anche un lavoro ‘serio’, ma dedico tutto il tempo che mi è possibile a questi miei interessi.
- Come è nata l’idea del sito www.chiarasangels.net?
È nata dal mio desiderio di essere più vicina alle donne, specialmente quelle tra i trenta e i quarant'anni, perché mi sono resa conto che è proprio a questa età che si sentono più sole e incomprese. Hanno già costruito tanto, dedicandosi soprattutto agli altri, e iniziano a chiedersi cosa veramente desiderano dalla loro vita. Il sito è inoltre un omaggio alla solidarietà femminile, che ho avuto la fortuna di incontrare spesso nella mia vita.
- Quante Angels ci sono che ti aiutano?
Ho quasi una ventina di Angels, tutte donne, ognuna specializzata in una o più tematiche. Si va dal semplice ascolto di problemi familiari, naturalmente per dare supporto, a competenze professionali.
La maggiore richiesta di consigli, però, è sempre nel settore personale; le utenti (ma anche gli utenti: soprattutto in campo lavorativo, non mancano le lettere degli uomini) scrivono soprattutto per problemi d'amore e di lavoro. E la maggior parte delle lettere riguardano proprio il mobbing.
- Come vedi le donne nel mondo del lavoro? Ormai sono sempre di più quelle proiettate a carriere di successo e a ricoprire posti strategici in azienda e anche nei ruoli pubblici e istituzionali.
Le pari opportunità, sulla carta, sono ormai raggiunte: la legislazione c'è. Di fatto, però, le Azioni Positive (quelle misure che permettono di superare gli ostacoli alla parità sul lavoro tra uomo e donna) non vengono attuate quasi mai dalle aziende, benché godrebbero di sovvenzioni molto generose: fino a un milione di euro a progetto.
Per quanto riguarda le possibilità di carriera, permane il cosiddetto "soffitto di cristallo" (glass ceiling): i posti migliori continuano ad essere riservati agli uomini, tranne in certi casi, perché le donne incontrano troppi ostacoli.
Le incombenze familiari aggiungono problemi pratici ad una carriera già difficile: le donne con figli, o con anziani e malati da accudire, si lamentano che le strutture sociali sono insufficienti. Quando si elimineranno tutti questi ostacoli (quando cioè verranno meno gli stereotipi culturali, spesso condivisi dalle donne stesse, e lo Stato offrirà servizi sociali davvero capillari), forse solo allora le donne potranno sentirsi libere di portare avanti la scalata verso il successo, per la quale, sebbene di natura siano meno competitive, possono essere ugualmente portate rispetto agli uomini. L’importante è che lo facciano valorizzando le loro specificità, senza essere una brutta copia degli uomini.
Che idea ti sei fatta sul tema del Mobbing e sulle storie che hai purtroppo ricevuto e pubblicato?
Il mobbing è un tema che conosco, anche per averlo vissuto in prima persona (pur senza conseguenze gravi). Attraverso le lettere che ho ricevuto, ho scoperto che è diffusissimo e può avere aspetti davvero distruttivi.
Le persone che lo subiscono lo vivono in maniera totalizzante, influenza tutti gli aspetti della loro vita; possono esserci conseguenze anche gravissime sulla salute. Ho notato che le persone mobbizzate desiderano moltissimo condividere la propria situazione con gli altri: lo testimonia il numero di lettere che ricevo sull'argomento. Per loro non è importante una risposta, quanto il fatto di essere riuscite a mettere nero su bianco il loro dramma.
- Cosa consigli alle tue “utenti mobbizzate”?
Può sembrare strano, ma, benché nel mio sito vi siano anche indirizzi utili di riferimento, molto spesso non consiglio alle persone mobbizzate di rivolgersi ai centri di tutela; tutt'al più alle strutture di ascolto. Infatti, in linea con il messaggio che cerco di trasmettere alle navigatrici, ritengo che bisogna cercare il più possibile di risolvere la situazione con un cambiamento nel proprio atteggiamento verso il lavoro e l'ufficio, cercando di evitare le vie legali, almeno finché si può. Anche perché non sempre si trova l'appoggio desiderato. A volte ho consigliato alcune strategie per tenere a distanza una collega troppo prepotente; in altri casi, però, non c'è niente da fare, perché la persona mi contatta quando già il peggio è successo, soltanto per sfogarsi.
- Pensi che la Psicologa in azienda possa essere d’aiuto per migliorare certe situazioni lavorative?
Una psicologa in azienda, che si lavori nel settore pubblico o nel privato, può avere un'importanza fondamentale. Lo dico per esperienza: quando ho vissuto alcune situazioni poco piacevoli al lavoro, ho avuto la fortuna di poter contare sul servizio dello Sportello di ascolto, che mi ha dato alcuni semplici suggerimenti che hanno completamente rovesciato la situazione a mio vantaggio, risolvendo ogni problema. Penso quindi che ogni ufficio dovrebbe attivarsi per aprire al suo interno uno spazio antimobbing, o dare la possibilità di colloquiare con esperti esterni in giorni stabiliti della settimana. Quando non puoi cambiare gli eventi, è molto più facile cambiare te stessa/o e la tua visione del problema.
Per approfondimenti:
www.chiarasangels.net
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